Mastoplastica : quando i numeri non contano

rifarsi il seno

Mastoplastica additiva : quali misure?

Una delle cose più belle del mio lavoro è avere la possibilità di realizzare i sogni delle mie pazienti, ma per poterli realizzare è necessario, prima di tutto, capire bene le loro esigenze.

La domanda più ricorrente quando si tratta di un intervento di mastoplastica additiva riguarda la misura giusta per il seno: “La mia amica ha le protesi 350 g, puó mettere la 400? Dottore vorrei una terza, una quarta, ecc…..”

Queste sono le domande più comuni a cui il chirurgo plastico è tenuto a rispondere quotidianamente nella valutazione di una mastoplastica additiva e che denotano quanta confusione ci sia tra le pazienti, complici spesso i forum ed i social dove le donne si scambiano pareri ed informazioni, dando per scontato che tutto ciò che viene pubblicato su Internet sia scientificamente valido.

Prima di tutto tengo a sottolineare che ogni paziente ha delle peculiarità fisiche che la rendono unica. Inoltre nello stesso corpo non esistono due mammelle identiche, visto che il corpo umano è composto di due metà che si fondono nel corso dello sviluppo embrionale, pertanto tutte le donne, chi più chi meno, presentano delle asimmetrie !

Quindi è assolutamente impossibile che la stessa protesi mammaria dia risultati identici tra diverse pazienti.
La scelta della giusta protesi, in un intervento di mastoplastica additiva, dipende da innumerevoli fattori che vanno presi seriamente in considerazione al fine di ottenere il miglior risultato possibile.

Molto dipende dal contesto socio-culturale in cui si vive: un tempo si diceva che le mammelle dovevano stare in una coppa di champagne, ma poi gli anglosassoni hanno stravolto il mondo con “bigger is better”… La verità, come sempre, ritengo stia nel mezzo: non basta che il chirurgo plastico conosca l’anatomia e la tecnica chirurgica, egli deve anche saper ascoltare i desideri della paziente, avere senso estetico ed infine combinare tutti questi elementi per ottenere il massimo.

Non è una gara a chi avrà il seno più grande, ma non bisogna neppure aver paura di osare!
Allora come si fa a non sbagliare? Sarei presuntuoso a indicare delle linee guida, ma posso dire ad esempio come mi comporto io nella scelta delle protesi da impiantare durante l’intervento di mastoplastica additiva.
Per prima cosa ascolto la paziente per carpire quante più informazioni possibili sui suoi gusti, sulla percezione che ha del suo seno attuale e su cosa vorrebbe ottenere dalla mastoplastica additiva.

Lo step successivo è l’osservazione: la visita è un momento indispensabile per scegliere il tipo di protesi (rotonde o anatomiche a seconda della forma delle mammelle), il loro posizionamento (sottoghiandolare nelle pazienti più formose o dual plane in quelle più scarne) e prendere le misure del torace e delle mammelle per capire i limiti entro i quali muoversi.

Infine la simulazione: trovo indispensabile mostrare alla paziente quale sarà il risultato ottenibile utilizzando dei sizers da inserire nel reggiseno e mettendola di fronte ad uno specchio. Non serve parlare di misure, di numeri. È solo fuorviante !
Una terza viene percepita in maniera completamente differente da una paziente alta 175 cm rispetto ad una alta 160cm. Meglio secondo me mostrare due o tre risultati possibili dicendo:” signora questo è quello che il suo fisico permette di fare: questo è il minimo, questo è il massimo, a mio parere sarebbe meglio….”

Il concetto è adattare la scelta al fisico della paziente, muovendosi entro limiti tecnici, ma non dimenticando mai quali siano le richieste ed i desideri della donna: pensavate fosse facile il mio mestiere ?

Dott. Luigi Fantozzi
Chirurgo Estetico

1 commento
  1. Natascia
    Natascia dice:

    Un sogno diventato realtà… grazie e mille volte grazie. e non potevo scegliere chirurgo migliore. è andato tutto benissimo grazie anche alla massima disponibilità. lo rifarei 1000 volte.. GRAZIE ANCORA

    Rispondi

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